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lunes, 31 de octubre de 2016

Terremoto, Renzi: “Ricostruiremo tutto, anche chiese e attività”

nn la devono perdere»
«Ricostruiremo tutto: anche le chiese, anche le realtà turistiche e commerciali



Nell’arco delle prossime 72 ore, per rispondere all’evento eccezionale, metteremo in campo un ulteriore decreto legge il cui obiettivo è innanzitutto accelerare le procedure e mettere ulteriori risorse in termini di personale per affrontare l’emergenza» dice il premier Matteo Renzi in conferenza stampa a Palazzo Chigi, dopo il Cdm sul terremoto in Centro Italia

Se riusciamo ad accelerare - continua il premier - e a portare magari dei containers nell’arco di tempo più ristretto possibile, possiamo probabilmente evitare che vi siano i sei-sette mesi di attesa per le casette di legno da trascorrere altrove. La novità, che già da ieri sera cerchiamo di affrontare, dopo le discussioni nelle Marche e in Umbria, è per venire incontro ai cittadini. I containers arriveranno nelle prossime settimane, prima di Natale». 

Il provvedimento consentirà di avere «4 fasi» tra emergenza e ricostruzione: «quella dell’immediata emergenza, nella quale chiederemo a chi può di lasciare il territorio, sapendo che sarà un periodo molto limitato; una fase intermedia, quella del container, che sono meno piacevoli della casetta di legno; quella in cui tra 5-6 mesi, tra la primavera e l’estate le persone potranno tornare in casette di legno; la fase di ricostruzione» 

Sarà impiegato «più personale per affrontare il carico burocratico. I numeri delle verifiche di agibilità degli edifici erano 72mila a L’Aquila, 49mila in Emilia-Romagna: solo nella parte precedente all’ultima scossa» per il sisma dell’Italia centrale ci sono state «77mile richieste, il territorio è molto ampio. Ciò che è accaduto ad Amatrice ha creato lesioni profonde che sono molto più problematiche di quello che si immagina. Poi arrivato un terremoto di magnitudo 6.5: a fronte di questo noi immaginiamo che saranno molte di più le richieste di verifica e più personale sarà necessario». 
«Il fatto che ci sia stata una reazione così immediata e puntuale non vuol dire che abbiamo chiaro il computo dei danni. Le risorse ci sono, ma qui non raccontiamo barzellette, è un lavoro lungo da fare, non facciamo effetti speciali».  
«Tutto ciò che serve lo prendiamo, nei limiti della gestione oculata e intelligente delle risorse pubbliche ma i cittadini devono sapere che lo Stato c’è», aggiunge il premier. 

Poi Renzi sottolinea: «Questo tipo di intervento è straordinario e abbiamo bisogno di misure straordinarie. Quei luoghi hanno un’anima e quell’anima non la possono perdere. Nel luogo del patrono d’Europa dobbiamo dare un messaggio di ricostruzione».  
«La chiesa di San Benedetto a Norcia ritornerà. Tutti noi sappiamo che quei simboli del terremoto devono tornare, così come la chiesa di Assisi. Questo è il punto chiave, i cittadini devono sentire lo Stato con loro».  

Rispondendo a una domanda dei cronisti riguardo le difficoltà di agricoltori e allevatori della zona, Renzi garantisce ancora: «Vogliamo che il mondo dell’agricoltura senta vicino il governo. Il ministro Martina sta già studiando strumenti per aiutare gli agricoltori».  

E ancora: «Le risorse necessarie» per far fronte all’emergenza terremoto «sono già stanziate in legge di stabilità perché c’è un ampio margine, se ci sarà bisogno di ulteriori le metteremo». 

Morta Tina Anselmi, fu la prima donna ministro


Legò il suo nome alla riforma che introdusse il Servizio Sanitario Nazionale
AP
Tina Anselmi era nata a Castelfranco Veneto il 25 marzo del 1927È morta la scorsa notte nella sua casa di Castelfranco Veneto Tina Anselmi, prima donna ad aver ricoperto la carica di ministro della Repubblica: fu nominata nel luglio del 1976 titolare del dicastero del lavoro e della previdenza sociale in un governo presieduto da Giulio Andreotti. Tina Anselmi, eletta più volte parlamentare della Democrazia Cristiana, aveva 89 anni.  

Tina Anselmi è nata il 25 marzo 1927 a Castelfranco Veneto, ed è cresciuta in una famiglia cattolica e antifascista, segnata dalle persecuzioni subite dal padre, militante socialista. È stato proprio l’essere costretta ad assistere all’impiccagione di 31 partigiani che l’ha spinta ad entrare nella Resistenza, con il nome di battaglia Gabriella, nella brigata autonoma Cesare Battisti, al comando di Gino Sartor, e poi del Comando regionale veneto del Corpo volontari della libertà.  

In seguito ha aderito alla Democrazia cristiana, dal dicembre 1944, e dopo il conflitto si è laureata in lettere all’Università cattolica di Milano, per poi diventare insegnante. a 32 anni è entrata nel consiglio nazionale della Dc nel congresso che nominò Aldo Moro segretario al posto di Fanfani. Nel 1959 è diventata parte del Consiglio nazionale della Dc, con il ruolo di vicedelegata nazionale delle donne democristiane, e dal 1963 è stata negli organi direttivi dell’Unione femminile europea. Il 29 luglio del 1976 diventa la prima donna ministro in Italia, venendo scelta per il governo Andreotti III come ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale.  


In seguito, sempre con Giulio Andreotti presidente del Consiglio, è anche ministro della Sanità (negli esecutivi Andreotti IV e Andreotti V), contribuendo in maniera decisiva alla formulazione della riforma che porta alla nascita del Servizio Sanitario Nazionale. 

Nel 1981, viene nominata - nel corso dell’VIII Legislatura - presidente della Commissione di inchiesta sulla loggia massonica P2 di Licio Gelli, i cui lavori si concluderanno quattro anni dopo. Nel 1992 viene proposta dal settimanale satirico ’Cuore’ come candidata per la presidenza della Repubblica, ricevendo anche il sostegno del gruppo parlamentare La Rete. 

Il 18 giugno del 1998 Tina Anselmi riceve l’onorificenza di Dama di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana. Nel 2016 viene celebrata la sua figura con l’emissione di un francobollo (verrà emesso il 2 giugno, in occasione della festa della repubblica): è la prima volta che viene dedicato un francobollo a una singola persona ancora in vita. Da sempre vicina al sindacato cattolico, Tina Anselmi si è curata in particolare dei diritti delle operaie tessili e delle maestre.  

«Con Tina Anselmi scompare una figura esemplare della storia repubblicana». Lo afferma in una nota il presidente del Consiglio Matteo Renzi: «Partigiana, sindacalista, impegnata nella vita politica e nelle istituzioni, prima donna ministro della storia italiana. Il suo impegno per le pari opportunità e contro la P2 e la sua personalità forte e discreta ne hanno fatto un esempio per chiunque creda alla politica come passione per la libertà», ricorda il premier. «Ai familiari il cordoglio mio personale e di tutto il governo». 

Hillary Clinton dans le collimateur du FBI


Un thème largement commenté ce lundi : les enquêtes du FBI dans l’affaire des courriels du serveur privé d’ Hillary Clinton quand elle dirigeait la diplomatie américaine (de 2009 à 2013).
USA Hillary Clinton (picture alliance/AP Images/A. Harnik)
Le FBI a obtenu un mandat pour réexaminer ces courriels qu’Hillary Clinton avait envoyés et reçus sur son serveur privé alors qu'elle dirigeait la diplomatie américaine. „Aux Etats-Unis l’état de droit est en danger " estime la Frankfurter Rundschau. Et cela pour une raison avant tout : la conduite des Républicains qui ont exercé des pressions sur le chef du FBI, James Comey. (...) Cette affaire illustre jusqu’où les Républicains sont entre temps tombés ! Ils ignorent toutes normes morales et les règles de bonne conduite politique, parce qu’ils craignent non seulement que leur candidat soit largement vaincu lors de la présidentielle mais parce qu’ils risquent fort aussi de perdre leur majorité au Sénat!"
 

"Que Trump ait personnellement influencé James Comey, le directeur du FBI, n’est pas impensable", estime le quotidien Der Neue Tag de Weiden. "Certes, on ne peut pas le prouver. Malgré tout, l’affaire survient à un moment tellement propice pour les Républicains que l’on croit difficilement à un hasard. Qui sait ce que l’équipe de Donald Trump peut encore dévoiler sur les Clintons au cours des prochains jours?"
Bildkombo Hillary Clinton und James Comey (picture-alliance/AP Photo)
La candidate démocrate Hillary Clinton et le président du FBI James Comey
Selon le quotidien régional Landeszeitung de Lunebourg "Donald Trump pourrait –pour une fois –avoir raison, mais pas comme il le croit. Il qualifie l’affaire des courriels de plus grave encore que le 'Watergate'. En fait, cette affaire pourrait devenir un "Waterloo" pour Trump lui-même. Car il existe des incohérences qui sont potentiellement désagréables pour les Républicains. Il est en effet incompréhensible que, juste à quelques jours du scrutin présidentiel, le chef du FBI, James Comey, -un Républicain, du reste- ouvre une nouvelle enquête alors que ces courriels étaient connus début octobre déjà! Une aubaine pour Donald Trump dans le sprint final de la campagne pour la présidence", conclut l’éditorialiste.
„Cette campagne électorale américaine est, jusque dans sa dernière phase, aussi horrible qu’imprévisible, " constate la Frankfurter Allgemeine Zeitung. Cette affaire de courriels poursuit Hillary Clinton de manière implacable.
Trump eröffnet neues Hotel in Las Vegas (picture-alliance/dpa)
Le candidat républicain à la présidence Donald Trump se réjouit de l'enquête du FBI contre Hillary Clinton
Le candidat républicain Donald Trump renouvelle de manière tonitruante ses accusations de corruption vis-à-vis de sa rivale démocrate. Ses partisans sont encore une fois dangereusement électrisés et mobilisés contre les prétendus agissements criminels d’Hillary Clinton. Combien d’électeurs encore hésitants se laisseront –ils influencer par ces nouvelles "révélations", combien de Républicains modérés, malgré leur réticences, donneront-ils leur voix, en se pinçant le nez à Donald Trump? Quel que soit le gagnant ou la gagnante le 8 novembre, après cette élection, conclut l’éditorialiste, l’Amérique en sortira encore plus profondément divisée qu’auparavant."

 Autre sujet  : la peine de mort en Turquie


Le président turc , Recep Tayyip Erdogan a évoqué une probable réintroduction de la peine capitale dans le système judiciaire du pays.
Türkei Erdogan bringt Ausweitung des Ausnahmezustands auf ein Jahr ins Spiel (AFP/Getty Images)
Le président turc Recep Tayyip Erdogan durcit le cours de sa politique
"Lorsqu’en 2004, la Turquie avait aboli la peine de mort, elle avait alors envoyé un signal fort à l’adresse de l’Union européenne: Ankara faisait un premier pas montrant sa volonté de se rapprocher de l’Europe, souligne la Frankfurter Allgemeine Zeitung.
Douze ans plus tard, en annonçant qu’il signerait une loi pour réintroduire la peine capitale, le président Tayyip Recep Erdogan envoie encore une fois un signal clair à l’Union européenne. Il lui fait comprendre cette fois que la Turquie prend une nouvelle orientation et ne se considère plus comme faisant partie de la communauté de valeurs européennes. La Turquie s’éloigne de l’Europe, constate l’éditorialiste et Erdogan préfère coopérer avec des autocrates, tel que le maître du Kremlin."

Geerd Wilders znów przed sądem za podżeganie do nienawiści


Holenderski polityk oskarżony jest o „dyskryminację” i „podżeganie do nienawiści wobec Marokańczyków”. Geerd Wilders nie pojawił się w poniedziałek (31.10.2016) na głównej rozprawie w Amsterdamie.
Geert Wilders (picture-alliance/dpa)
Gerd Wilders już drugi raz staje przed sądem za podżeganie do nienawiści
Sprawa dotyczy wystąpienia lidera holenderskiej Partii Wolności w czasie kampanii wyborczej do samorządów w 2014 roku. Znany z wygłaszania antyislamskich litanii polityk i członek holenderskiej Izby Reprezentantów zapytał swoich sympatyków, czy chcą w kraju „więcej, coraz więcej Marokańczyków”. Kiedy tłum krzyknął „mniej, mniej”, Wilders dorzucił: „No to się tym zajmiemy”. Zostało to przez wielu zrozumiane jako groźba i wywołało oburzenie. Do prokuratury wpłynęło aż 6400 zawiadomień o popełnieniu przestępstwa.
Oskarżyciel publiczny zarzuca przewodniczącemu prawicowej Partii Wolności (PVV) „obrażanie Marokańczyków jako grupy, oraz podżeganie do dyskryminacji i nienawiści”. Jak podkreślił, holenderski polityk swoje wystąpienie „celowo przygotował i świadomie zaplanował”. Prokurator Wouter Bos powiedział: „Rasizm i dyskryminację trzeba zdusić w zarodku, politycy nie są tu wyjątkiem”.
Wilders w roli ofiary
Proteste gegen Geert Wilders in London (AP)
Protesty w czasie wizyty Geerda Wildersa w Londynie w 2010 roku
Rozprawa główna rozpoczęła się w Amsterdamie pod nieobecność oskarżonego. Bardzo znany adwokat, obrońca celebrytów Geert-Jan Knoops odczytał oświadczenie holenderskiego polityka, w którym Wilders ponownie mówi „o politycznym procesie” i domaga się prawa do swobodnego wypowiadania swoich opinii.

To już drugi proces WildersaW otwartym liście, który holenderski polityk opublikował przed rozpocząciem procesu, zaznaczył, że o politycznych poglądach powinno się toczyć spory w parlamencie, a nie w sądzie. Jednocześnie Wilders powtórzył, że „miliony Holendrów chcą mniej Marokańczyków” w swoim kraju. Nie żałuje on swojej wypowiedzi, napisał: „Nie wycofam się z tego, co powiedziałem i będę to powtarzał”.

Jeśli sąd orzeknie o winie, 53-letniemu politykowi grozi kara więzienia do dwóch lat albo grzywna do 20 tys. euro. Proces potrwa do 25 listopada. W 2011 roku Wilders stał przed sądem za podżeganie przeciwko muzułmanom, ale został uniewinniony.
Lider holenderskiej Partii Wolności od lat ma całodobową ochronę osobistą i uchodzi za „najbardziej chronionego obywatela” Holandii. Dlatego m.in. wybrano na miejsce rozpraw najbardziej strzeżony budynek sądu w pobliżu amsterdamskiego lotniska Schiphol.

WISSEN & UMWELT Harte Zeiten für Brutvögel


Die Bedingungen der heimischen Brutvogelarten haben sich in den letzten 20 Jahren spürbar verschlechtert: Jede dritte brütende Vogelart erlitt Bestandsrückgänge. Der Frühling droht leiser zu werden.
Stieglitz (Foto: picture alliance)
Vogel des Jahres 2016: Der Stieglitz trägt ein auffällig farbenfrohes Gefieder und gehört zu den buntesten aller Singvögel
Wenn der Frühling naht, dann begrüßen ihn unsere heimischen Singvögel zwitschernd und trällernd - als ginge es dabei um einen Wettkampf. Und Vogelkundlern wie Christoph Grüneberg geht dabei das Herz auf. Die Vogelwelt ist Grünebergs Einsatzgebiet. Doch die Vielfalt der Gesangsdarbietungen ist rückläufig, erklärt der Landschaftsökologe vom Dachverband Deutscher Avifaunisten (DDA).
Christoph Grüneberg (Foto: Johannes Wahl)
Im Einsatz für seltene Vogelarten: Christoph Grüneberg
Wie Tausende Ehrenamtler zieht er jedes Frühjahr hinaus, um Arten im Rahmen des bundesweiten Monitorings zu zählen und den Bestand zu dokumentieren.
Besonders ins Schwärmen geraten Vogelkundler beim Gesang von Stieglitz und Baumpieper. Sie haben ein besonders großes Repertoire an Tönen zu bieten. Doch gerade diese beiden heimischen Arten drohen zu verstummen.
Der Baumpieper nistet in lichten Wäldern oder auf Brachland mit Baumbestand. Doch Wälder werden durch Bewirtschaftung zunehmend dichter, Grünflächen - die zu wenig Ertrag abwerfen - werden aufgeforstet. Wiesen und Magerrasen, auf denen der Baumpieper brütet, werden häufiger und früher gemäht. Somit verliert der Bodenbrüter mit Beginn der Brutzeit die Deckung für sein Nest.
Der Stieglitz, auch Distelfink genannt, ist der Vogel des Jahres 2016. Er ernährt sich von Samen, die er im Gestrüpp an Wegesrändern findet und von Disteln und Löwenzahn, die als Unkräuter entfernt werden. Ackerrandstreifen werden abgemäht, bewirtschaftet oder Flächen werden versiegelt und bebaut. Dadurch ging verliert der Stieglitz seinen Lebensraum. Seit den 1990er Jahren ging der Bestand um die Hälfte zurück.
Baumpieper (Foto: Frank Vassen)
Randerscheinung: Baumpieper liebt Waldränder und Lichtungen
Das ist in dem aktuellen Bericht über "Vögel in Deutschland 2014" nachzulesen, dass das Bundesamt für Naturschutz (BfN), der Dachverband Deutscher Avifaunisten und die Länderarbeitsgemeinschaft der Vogelschutzwarten herausgegeben haben. Besonders Arten der Agrarlandschaft bereiten den Naturschützern Sorge. "Rund die Hälfte der Vogelarten unserer Felder und Wiesen nehmen im Bestand ab", beklagt BfN-Präsidentin Beate Jessel: "Besonders betroffen sind die am Boden brütenden Arten und solche, die sich von Kleininsekten ernähren."
Renaturierung zeigt Wirkung für einzelne Arten
Intensive Bodenbearbeitung und der starke Rückgang der Insekten nennen Ornithologen als Ursachen. Die Schutzbemühungen reichen nicht aus. Für stark gefährdete Großvogelarten, wie Schwarzstorch und Fischadler, zeigen die getroffenen Maßnahmen dagegen Erfolge. Seit Bäche renaturiert und potenzielle Altbäume in strukturreichen Mischwäldern erhalten werden, zeigen sich wieder mehr Schwarzstörche. Fischadler - durch den Einsatz chemischer Düngemittel in den 1960er Jahren in Deutschland nahezu ausgerottet - finden in Brandenburg und Mecklenburg-Vorpommern eine Lebensgrundlage. Statt in natürlichen Horsten in hohen exponierten Lagen vermehren sie sich dank künstlicher Nisthilfen, die auf Strommasten angebracht wurden.
Feldlerche (Foto: Hans Glader)
Früher häufig zu sehen: Feldlerche
Andere seltene Arten sind gänzlich vom Aussterben bedroht, konstatiert Christoph Grüneberg: "Der Seggenrohrsänger lebt in Flachmooren. Es gibt zu wenig Paare und kaum Bruterfolge. Kampfläufer und Alpenstrandläufer sind Watvögel, die einst im feuchten Grünland an Küsten anzutreffen waren." Der in Mooren lebende Goldregenpfeifer hatte 2015 keine Brut, weil die Feuchtgebiete entwässert oder durch den Torfabbau stark degradiert wurden. Der extrem seltene Rotkopfwürger stehe sogar kurz vor dem Erlöschen.
Zu geringe Erfolge - trotz Vogelschutzmaßnahmen
Für Jagd und Handel von Wildvögeln gelten seit Inkrafttreten der europäischen Vogelschutzrichtlinie in den 1970er Jahren strenge Regeln. Aber: "Die Intensivierung der Landnutzung, die Entwässerung von Lebensräumen sowie Sport- und Freizeitaktivitäten sind die wichtigsten Beeinträchtigungen und Gefährdungen", betont der DDA-Vorsitzende Bernd Hälterlein.
Der Einsatz von Insektenschutzmitteln führt dazu, dass Vögel nicht mehr brüten, weil sie keine proteinreiche Nahrung finden, die die Brut zum Wachsen braucht. "Neonikotinoide enthalten Wirkstoffe, die nichts mehr von den Insekten übriglassen. Sie wirken nicht selektiv. Deshalb haben Imker immer wieder massive Verluste bei ihren Bienenvölkern zu beklagen."
Pflanzenschutzmittel auf ein Feld mit Winterraps (Foto: picture-alliance)
Schöner Schein: Pflanzenschutzmittel und Monokultur sind Gift für Artenvielfalt
Veränderte Anbaubedingungen, verändertes Klima
Auch hat die Bundesregierung durch die Förderung von Biogasanlagen zum massiven Maisanbau beigetragen. Die Futterpflanze verhindert durch ihren hohen Wuchs, dass Licht zum Boden durchdringt und Unkräuter wachsen - beides lebenswichtig für Bodenbrüter wie die Feldlerche. Die einst in breiter Landschaft vorkommende Art leidet unter dem Anbau von Wintergetreide, weil die Saat im Frühjahr bereits zu hoch steht, um die Brut zu schützen und zu ernähren. Und dass heute die Stoppeln nach der Ernte nicht stehen gelassen werden, die Erde stattdessen umgebrochen wird, führt dazu, dass Samenfresser keine Nahrung mehr finden.
Der Klimawandel trägt dazu bei, dass sich langfristig die eher wärmeliebenden Arten durchsetzen. In Deutschland verbreiten sich die mediterran verbreiteten Bienenfresser mit derzeit über 1000 Brutpaaren.
Bienenfresser (Foto: Glader)
Bienenfresser machen sich in Deutschland breit
Peter Herkenrath, Geschäftsführer der Länderarbeitsgemeinschaft der Vogelschutzwarte, mahnt eine Intensivierung der Bemühungen zum Schutz von Zugvögeln an. So lägen für die Mehrzahl der Gebiete noch keine Pflege- und Entwicklungspläne vor. Und Zusagen der Politik, die dafür nötigen Finanzmittel bereitzustellen, fehlen.
Immerhin: Zum Tag des Artenschutzes am 3. März haben Vogelschützer aus ganz Deutschland dem NABU (Naturschutzbund Deutschland) "130.000 bunte (Quadrat)-Meter" gemeldet. Sie erklären sich für die Aktion der Organisation bereit, neue Lebensräume für den Stieglitz zu schaffen, zum Beispiel durch das Anlegen und Erhalten von giftfreien Flächen im eigenen Garten. An diesen Stellen sollen Wildkräuter künftig stehen bleiben - als Nahrung für den Vogel. Und der Gartenbesitzer? Hat weniger Arbeit und weniger Blattläuse. Denn die vertilgt der Stieglitz auch.

DEUTSCHLAND Höhenflug im Herbst

Sie gelten als Glückssymbole und als ziemlich clever. Immer wenn es kalt wird, fliegen hunderttausende Kraniche gen Süden. Ein Naturschauspiel, das jedes Jahr viele Fans der Zugvögel in den Osten Deutschlands zieht.
.Sie gelten als Glückssymbole und als ziemlich clever. Immer wenn es kalt wird, fliegen hunderttausende Kraniche gen Süden. Ein Naturschauspiel, das jedes Jahr viele Fans der Zugvögel in den Osten Deutschlands zieht.
.Deutschland Kraniche ein Kranich balzt auf einer Wiese bei Diepholz (Imago/blickwinkel/H. J. Zimmermann)

Die Liebe ist ein seltsames Spiel

Wenn ein männlicher Kranich ein Weibchen beeindrucken will, plustert er seine Schwungfedern so richtig auf. Wenn ihm die Dame besonders gut gefällt, dann springt er aus dem Stand auch noch bis zu eineinhalb Meter hoch. Das hat den Charme eines eleganten, aber auch angriffslustigen Tanzes. Für dieses Schauspiel fliegen die Kraniche im Frühjahr wieder gen Norden.
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Deutschland Kraniche zwei Kraniche bei der Begrüßung (Imago/blickwinkel/H. J. Zimmermann)

Echte Schreihälse

Wenn ein Kranich ruft, kann dies auch noch in bis zu drei Kilometer Entfernung zu hören sein. Wenn alle zusammen "trompeten" - so nennen es Fachleute - klingt das fast wie eine sehr aufgeregte Gruppe von Menschen. Jedes Jahr im September und Oktober läuten ihre Schreie das Ende des Sommers ein. Wer sich das selbst anhören möchte: In Deutschland geht das wohl noch sechs Wochen lang.
Autorin/Autor: Nastassja Shtrauchler

Нидерланды отложили решение по соглашению об ассоциации Украина-ЕС


Премьер и глава МИД Нидерландов сообщили парламентариям, что правительству нужно дополнительное время для переговоров с Брюсселем по поводу соглашения об ассоциации Украины с ЕС.
Рютте голосует на референдуме по соглашению об ассоциации Украины с ЕС
Рютте голосует на референдуме по соглашению об ассоциации Украины с ЕС
Правительство Нидерландов в понедельник, 31 октября, заявило, что ему необходимо до шести недель дополнительного времени, чтобы выработать компромисс, который, несмотря на негативные итоги референдума о ратификации соглашения об ассоциации между Европейским Союзом и Украиной, позволит стране не отказываться от поддержки данного документа.

Рютте подчеркнул, что намерен вести переговоры до следующего саммита ЕС, запланированного на 15-16 декабря.Премьер-министр страны Марк Рютте ранее обещал, что до 1 ноября проинформирует парламент относительно шагов, которые правительство предпримет для урегулирования сложившейся ситуации. Как уточняет агентство AP, Рютте направил парламентариям соответствующее послание. В нем он уточнил, что планирует в ходе переговоров с Брюсселем добиться признания того, что соглашение об ассоциации не является ступенью на пути к полноправному членству Киева в ЕС, не влечет за собой гарантий коллективной безопасности и военной поддержки, а также не дает украинцам права работать в ЕС без получения соответствующих виз и разрешений.
Нидерланды будут добиваться юридически обязывающего документа
Глава МИД страны Берт Кундерс, в свою очередь, также направил послание членам двухпалатных Генеральных штатов, передает агентство Reuters. Суть его во многом совпадала с письмом Рютте. Руководитель внешнеполитического ведомства подчеркнул, что правительству необходимо больше времени, чтобы договориться с Брюсселем о принятии "юридически обязывающего документа", который бы учитывал результаты референдума, но при этом был бы приемлемым и для остальных 27 стран ЕС. "Это процесс требует времени. Больше времени, чем многим в Нидерландах хотелось бы", - отметил Кундерс. Отказ Нидерландов от поддержки соглашения может иметь серьезные геополитические последствия для ЕС и Украины в условиях повышенной напряженности в отношениях Москвы и Киева, предупредил он.
"С учетом наших национальных интересов кабинет министров решил продолжать международные переговоры в предстоящий период, вплоть до встречи Европейского Совета 15-16 декабря, для достижения юридически обязывающего решения", - резюмировал Кундерс.
Референдум о ратификации соглашения об ассоциации ЕС-Украина прошел в Нидерландах в апреле с подачи "евроскептической" гражданской инициативы GeenPeil, известной своей популистской риторикой. 61 процент тех, кто пришел на избирательные участки, высказался против ратификации, подержали ее лишь 38 процентов. При этом в референдуме приняли участие немногим более 32 процентов электората. Подобный консультативный референдум в стране был проведен впервые.
Смотрите также: 

"Wir geben nicht auf". Erdogan-kritische Zeitung "Cumhuriyet" lässt sich nicht unterkriegen

"Wir geben nicht auf", lautet die Schlagzeile auf der Titelseite des türkischen Blatts am Tag nach der Razzia. Auch im Ausland gibt es eine Welle des Protests gegen die Verhaftung regierungskritischer Journalisten.

Türkei Titelseite Cumhuriyet Ausgabe 01.11.2016 (Cumhuriyet)
Ja, die Belegschaft ist durch die 13 Festnahmen vom Montag geschrumpft, ja, die Einschüchterungsversuche gegen Journalisten, Autoren, Karikaturisten und andere Mitarbeiter gehen weiter. Aber nein, dem Druck des Erdogan-Regimes beugen will man sich nicht: Die türkische Zeitung "Cumhuriyet" erscheint weiter und gibt sich kämpferisch.
Das Blatt titelt am Tag nach der Polizeirazzia mit der Schlagzeile: "Wir geben nicht auf" (Artikelbild). Neben dem roten Schriftzug "Cumhuriyet" steht in der Ausgabe vom Dienstag in Versalien und schwarz unterlegt: "Noch ein Schlag gegen die freie Presse". Das türkische Wort für "Schlag" (darbe) kann auch als "Putsch" übersetzt werden.

Den ganzen Tag über hatten sich Unterstützer und Leser vor dem Verlagshaus in Istanbul versammelt und mit Sprechchören und Transparenten gegen Repressionen und Zensur protestiert. Auch international wird die Abschaffung der Presse- und Meinungsfreiheit unter Erdogan mit großer Sorge verfolgt.     Die Behörden hatten am Montag auch Chefredakteur Murat Sabuncu abgeführt. Die Staatsanwaltschaft wirft der Zeitung vor, die verbotene kurdische Arbeiterpartei PKK und die Bewegung des Predigers Fethullah Gülen unterstützt zu haben. Die Regierung beschuldigt Gülen, für den Putschversuch gegen Staatspräsident Recep Tayyip Erdogan Mitte Juli verantwortlich zu sein. In der Türkei ist Gülens Bewegung - wie auch die PKK - als Terrororganisation eingestuft. Die "Cumhuriyet"-Redaktion wies die Vorwürfe entschieden zurück und verurteilte die Festnahmen als "inakzeptabel und rechtswidrig".

Rüffel für den Verbündeten Türkei 
Die USA rügten das Vorgehen der Türkei gegen die Opposition in scharfer Form und forderten ihren Verbündeten auf, die Meinungsfreiheit zu respektieren. Die Regierung in Washington sei "zutiefst besorgt über das offensichtliche Steigen des staatlichen Drucks auf Oppositionsmedien in der Türkei", sagte Außenamtssprecher John Kirby in Washington. Er rief die Türkei auf, "Rechtstaatlichkeit und Grundrechte zu schützen". "Cumhuriyet" bezeichnete er als "eine der angesehensten Zeitungen in der Türkei". 
Türkei Protest gegen Absetzung des Chefs der Zeitung Cumhuriyet (DW/K. Akyol )
Solidaritätskundgebung für "Cumhuriyet"
Der Vorsitzende des Auswärtigen Ausschusses des Bundestags, Norbert Röttgen, beklagte: "Der türkische Präsident Erdogan setzt seinen Kurs fort, sich systematisch jeder Art von Kritikern zu entledigen." Dabei entferne er sich immer weiter von Europa, so der CDU-Politiker in der "Berliner Zeitung". Die Grünen kritisierten eine zögerliche Reaktion der Bundesregierung auf die Festnahmen. Wichtig sei nun, dass der Westen dem Präsidenten Erdogan geschlossen als Wertegemeinschaft entgegentrete, sagte Grünen-Chef Cem Özdemir im Ersten Deutschen Fernsehen.
Die Menschenrechtsorganisation Human Rights Watch (HRW) nannte die Vorwürfe der Staatsanwaltschaft gegen "Cumhuriyet" "grotesk". Dass nun eine der letzten Oppositionszeitungen des Landes zum Ziel werde, zeige, wie weit die Maßnahmen der Regierung und von Präsident Erdogan inzwischen gingen. HRW kritisierte außerdem die Schließung von 15 meist kurdischen Medien per Notstandsdekret und die Verhaftung der Bürgermeister der Kurdenmetropole Diyarbakir.
"Cumhuriyet" war erst im September mit dem Alternativen Nobelpreis ausgezeichnet worden. Die Right Livelihood Award Stiftung hatte mitgeteilt, die Zeitung erhalte den Preis "für ihren unerschrockenen investigativen Journalismus und ihr bedingungsloses Bekenntnis zur Meinungsfreiheit trotz Unterdrückung, Zensur, Gefängnis und Morddrohungen". 

El socialismo en España, sin dignidad, sin credibilad y sin dinero para rehacerse,

De nevo, España tiene Gobierno. Gracias a la abstención de la mayoría de los parlamentarios del Partido Socialista Obrero Español (PSOE), Mariano Rajoy pudo ganar la elección. Los socialistas se percataron de que diez meses de status quo político era demasiado, y allanaron el camino para la reelección del conservador Rajoy. Una decisión razonable. Pero llega demasiado tarde.
Desde hace meses se encuentran interrumpidos varios proyectos de construcción, como por ejemplo la expansión de las líneas ferroviarias de alta velocidad. Esto, porque el Gobierno en funciones no puede disponer de los dineros para ello. España todavía no tiene un presupuesto aprobado para el año 2017 y la Comisión Europea espera desde hace semanas por las nuevas propuestas de austeridad de parte de Madrid. No se habría llegado a esta situación si los socialistas ya después de las elecciones de diciembre o tras las de junio de este año hubieran ayudado a Rajoy a asumir el cargo.

En las últimas semanas, los socialistas se hundieron en el caos. Políticos de alto rango envenenaron el ambiente con debates sobre si se debía apoyar a Rajoy o no. Todo esto culminó en disputas y la renuncia del jefe del partido, Pedro Sánchez, a comienzos de octubre. Los socialistas podrían haber ahorrado todo esto a España y también a sí mismos.Esto, pues no existía otra posibilidad de Gobierno razonable. Una alianza de izquierda se hizo imposible luego de que Podemos atacara fuertemente a los socialistas. El gran error que cometieron ya en la campaña electoral los del PSOE fue cerrar las puertas categóricamente a cualquier posibilidad de respaldo a un Gobierno conservador. Que esto podría suceder es algo que el partido debió haber previsto. Estaba claro que en estas elecciones entrarían nuevos partidos al Parlamento, los que dispersarían los porcentajes de votación y harían muy difícil la formación de mayorías.

El partido está en ruinas, destruido como nunca. Si hubiera habido nuevas elecciones, el PSOE, el partido con la mayor tradición en España, se habría sumido en la oscuridad más profunda. Por ello, es también en su propio beneficio que el gobierno de minorías de los conservadores dure lo suficiente como para no tener que repetir las elecciones demasiado pronto. Lo que significa, en el escenario ideal, que los socialistas harán una oposición constructiva y no harán bloqueos, como en los últimos meses.
Los socialistas deberían mostrar que realmente tienen al bienestar de España en el corazón, como siempre dicen. Más razón que orgullo es la promesa. El partido debe aceptar que el conservador Rajoy fue el ganador de ambas votaciones y él debe establecer el tono ahora. Así podría el PSOE acomodarse y recuperar parte del tiempo perdido.

¡Julia Roberts cumple 48 años! ¡Vaya 48 años¡

Resultado de imagen de Julia Roberts

Julia Roberts cumple hoy 48 años, aunque nadie lo diría. La eterna novia de América mantiene el atractivo y la sonrisa deslumbrante que nos conquistó en Pretty Woman, allá por 1990.
26 años después, Julia es una estrella premiada y solicitada, además de una belleza natural como pocas. ¡Felicidades, Julia!
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Después de cinco siglos, La lápida original de Jesús a quedadol al descubierto por primera vez

La lápida original del lugar donde la tradición cristiana sitúa la tumba de Jesús ha quedado al descubierto por primera vez en cinco siglos después de que un equipo de expertos griegos haya retirado la lastra que la cubría desde tiempos de Bonifacio de Ragusa en el siglo XVI.

"Bonifacio cubrió la tumba con la lastra actual", explicó hoy a Efe el franciscano fray Artemio Vítores, quien fuera custodio adjunto de Tierra Santa y que agrega que, al mover la lastra, "ahora se ha visto de nuevo la piedra original".
El descubrimiento forma parte de los trabajos de renovación hechos esta semana en el Santo Sepulcro en Jerusalén, a cargo de Antonia Moropoulou, profesora de la Universidad Nacional Técnica de Atenas, y que están en marcha desde junio pasado.
La última vez que se pudo ver la losa original de la tumba de Jesucristo fue en 1555, durante unas obras ordenadas por el entonces custodio, Bonifacio de Ragusa.
Fue éste quien ordenó cubrirla con una losa para protegerla y pidió "una partida en dos para que pareciera inservible y no la robaran", sostiene Vítores, quien prepara un libro sobre la historia del lugar más santo para el cristianismo, situado en el corazón de la ciudad vieja de Jerusalén.