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lunes, 31 de octubre de 2016

Terremoto, Renzi: “Ricostruiremo tutto, anche chiese e attività”

nn la devono perdere»
«Ricostruiremo tutto: anche le chiese, anche le realtà turistiche e commerciali



Nell’arco delle prossime 72 ore, per rispondere all’evento eccezionale, metteremo in campo un ulteriore decreto legge il cui obiettivo è innanzitutto accelerare le procedure e mettere ulteriori risorse in termini di personale per affrontare l’emergenza» dice il premier Matteo Renzi in conferenza stampa a Palazzo Chigi, dopo il Cdm sul terremoto in Centro Italia

Se riusciamo ad accelerare - continua il premier - e a portare magari dei containers nell’arco di tempo più ristretto possibile, possiamo probabilmente evitare che vi siano i sei-sette mesi di attesa per le casette di legno da trascorrere altrove. La novità, che già da ieri sera cerchiamo di affrontare, dopo le discussioni nelle Marche e in Umbria, è per venire incontro ai cittadini. I containers arriveranno nelle prossime settimane, prima di Natale». 

Il provvedimento consentirà di avere «4 fasi» tra emergenza e ricostruzione: «quella dell’immediata emergenza, nella quale chiederemo a chi può di lasciare il territorio, sapendo che sarà un periodo molto limitato; una fase intermedia, quella del container, che sono meno piacevoli della casetta di legno; quella in cui tra 5-6 mesi, tra la primavera e l’estate le persone potranno tornare in casette di legno; la fase di ricostruzione» 

Sarà impiegato «più personale per affrontare il carico burocratico. I numeri delle verifiche di agibilità degli edifici erano 72mila a L’Aquila, 49mila in Emilia-Romagna: solo nella parte precedente all’ultima scossa» per il sisma dell’Italia centrale ci sono state «77mile richieste, il territorio è molto ampio. Ciò che è accaduto ad Amatrice ha creato lesioni profonde che sono molto più problematiche di quello che si immagina. Poi arrivato un terremoto di magnitudo 6.5: a fronte di questo noi immaginiamo che saranno molte di più le richieste di verifica e più personale sarà necessario». 
«Il fatto che ci sia stata una reazione così immediata e puntuale non vuol dire che abbiamo chiaro il computo dei danni. Le risorse ci sono, ma qui non raccontiamo barzellette, è un lavoro lungo da fare, non facciamo effetti speciali».  
«Tutto ciò che serve lo prendiamo, nei limiti della gestione oculata e intelligente delle risorse pubbliche ma i cittadini devono sapere che lo Stato c’è», aggiunge il premier. 

Poi Renzi sottolinea: «Questo tipo di intervento è straordinario e abbiamo bisogno di misure straordinarie. Quei luoghi hanno un’anima e quell’anima non la possono perdere. Nel luogo del patrono d’Europa dobbiamo dare un messaggio di ricostruzione».  
«La chiesa di San Benedetto a Norcia ritornerà. Tutti noi sappiamo che quei simboli del terremoto devono tornare, così come la chiesa di Assisi. Questo è il punto chiave, i cittadini devono sentire lo Stato con loro».  

Rispondendo a una domanda dei cronisti riguardo le difficoltà di agricoltori e allevatori della zona, Renzi garantisce ancora: «Vogliamo che il mondo dell’agricoltura senta vicino il governo. Il ministro Martina sta già studiando strumenti per aiutare gli agricoltori».  

E ancora: «Le risorse necessarie» per far fronte all’emergenza terremoto «sono già stanziate in legge di stabilità perché c’è un ampio margine, se ci sarà bisogno di ulteriori le metteremo». 
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