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lunes, 31 de octubre de 2016

Morta Tina Anselmi, fu la prima donna ministro


Legò il suo nome alla riforma che introdusse il Servizio Sanitario Nazionale
AP
Tina Anselmi era nata a Castelfranco Veneto il 25 marzo del 1927È morta la scorsa notte nella sua casa di Castelfranco Veneto Tina Anselmi, prima donna ad aver ricoperto la carica di ministro della Repubblica: fu nominata nel luglio del 1976 titolare del dicastero del lavoro e della previdenza sociale in un governo presieduto da Giulio Andreotti. Tina Anselmi, eletta più volte parlamentare della Democrazia Cristiana, aveva 89 anni.  

Tina Anselmi è nata il 25 marzo 1927 a Castelfranco Veneto, ed è cresciuta in una famiglia cattolica e antifascista, segnata dalle persecuzioni subite dal padre, militante socialista. È stato proprio l’essere costretta ad assistere all’impiccagione di 31 partigiani che l’ha spinta ad entrare nella Resistenza, con il nome di battaglia Gabriella, nella brigata autonoma Cesare Battisti, al comando di Gino Sartor, e poi del Comando regionale veneto del Corpo volontari della libertà.  

In seguito ha aderito alla Democrazia cristiana, dal dicembre 1944, e dopo il conflitto si è laureata in lettere all’Università cattolica di Milano, per poi diventare insegnante. a 32 anni è entrata nel consiglio nazionale della Dc nel congresso che nominò Aldo Moro segretario al posto di Fanfani. Nel 1959 è diventata parte del Consiglio nazionale della Dc, con il ruolo di vicedelegata nazionale delle donne democristiane, e dal 1963 è stata negli organi direttivi dell’Unione femminile europea. Il 29 luglio del 1976 diventa la prima donna ministro in Italia, venendo scelta per il governo Andreotti III come ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale.  


In seguito, sempre con Giulio Andreotti presidente del Consiglio, è anche ministro della Sanità (negli esecutivi Andreotti IV e Andreotti V), contribuendo in maniera decisiva alla formulazione della riforma che porta alla nascita del Servizio Sanitario Nazionale. 

Nel 1981, viene nominata - nel corso dell’VIII Legislatura - presidente della Commissione di inchiesta sulla loggia massonica P2 di Licio Gelli, i cui lavori si concluderanno quattro anni dopo. Nel 1992 viene proposta dal settimanale satirico ’Cuore’ come candidata per la presidenza della Repubblica, ricevendo anche il sostegno del gruppo parlamentare La Rete. 

Il 18 giugno del 1998 Tina Anselmi riceve l’onorificenza di Dama di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana. Nel 2016 viene celebrata la sua figura con l’emissione di un francobollo (verrà emesso il 2 giugno, in occasione della festa della repubblica): è la prima volta che viene dedicato un francobollo a una singola persona ancora in vita. Da sempre vicina al sindacato cattolico, Tina Anselmi si è curata in particolare dei diritti delle operaie tessili e delle maestre.  

«Con Tina Anselmi scompare una figura esemplare della storia repubblicana». Lo afferma in una nota il presidente del Consiglio Matteo Renzi: «Partigiana, sindacalista, impegnata nella vita politica e nelle istituzioni, prima donna ministro della storia italiana. Il suo impegno per le pari opportunità e contro la P2 e la sua personalità forte e discreta ne hanno fatto un esempio per chiunque creda alla politica come passione per la libertà», ricorda il premier. «Ai familiari il cordoglio mio personale e di tutto il governo». 
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