Sigue el blog por Email

sábado, 24 de septiembre de 2016

Quanto pesa il voto in Galizia e Paesi Baschi sulle trattative per trovare un governo nazionale


Alle 20 si chiuderanno le urne e quelle schede potrebbero segnare una svolta in Spagna
LAPRESSE
Mariano Rajoy

Voto dopo voto forse qualcosa si sblocca. Oltre tre milioni di spagnoli sono chiamati oggi alle urne, Galizia e Paesi Baschi rinnovano parlamenti e governi locali. Ma questo 25 settembre è molto atteso in Spagna non certo per le dinamiche regionali. Alle 20 si chiuderanno le urne e quelle schede potrebbero segnare una svolta nelle difficilissime trattative per formare un governo, impresa impossibile sin dal dicembre scorso. L’importanza del voto di oggi è enorme in Spagna e anche se a Bilbao e Santiago di Compostela i temi al centro delle campagne elettorali sono stati quasi soltanto locali, impossibile non immaginare ricadute nazionali. C’è tempo fino al 31 ottobre per trovare un governo nazionale, dopodiché si tornerà a votare, il 18 dicembre, per la terza volta in un anno. Un record.  

Cosa può succedere?  
Uno degli effetti possibili è il crollo ulteriore dei socialisti, specie in Galizia (i Paesi Baschi hanno storicamente dinamiche molto particolari). Se nella regione al confine con il Portogallo il Psoe andasse male e il centrodestra di Mariano Rajoy ottenesse la maggioranza assoluta, sarebbe più difficile per il leader socialista Pedro Sanchez negare il via libera (attraverso un’astensione nel Congresso) al Pp del premier uscente. O meglio: il segretario del Psoe potrebbe, davanti a una nuova sconfitta, soccombere davanti ai colonnelli del suo partito favorevoli all’astensione. In Galizia la destra ha uno dei suoi bastioni, specie nelle zone rurali, il presidente uscente Feijóo è un uomo forte del partito, secondo alcuni un possibile rivale interno di Rajoy (che pure è nato da queste parti). Una partita importante la gioca anche Podemos che si presenta alleata con una coalizioni di sigle locali, “Le Maree”. Il partito di Pablo Iglesias, che sta vivendo giorni di lotte interne, tenta il sorpasso ai danni dei socialisti, quello che è mancato a giugno a livello nazionale. 

I Paesi Baschi senza Eta  
Molto interessante anche la partita basca, per una volta non segnata dalla violenza politica (l’Eta ha smesso di sparare da sei anni, pur non avendo riconsegnato le armi). Tutti i sondaggi dicono che vinceranno i nazionalisti moderati del Pnv (Partito nazionalista basco), lotta aperta per il secondo posto tra Bildu, considerato per anni il braccio politico dell’Eta e Podemos, che ha vinto qui le elezioni politiche. Fuori gioco i due principali partiti nazionali, ma il Pnv per governare potrebbe aver bisogno dei socialisti e, chissà, forse anche dei popolari, che in cambio potrebbero chiedere un voto favorevole a Madrid. 
Publicar un comentario